Singapore è al vertice della classifica, seguita da Londra e Barcellona. Lontane (per ora) le italiane

Smart City, ovvero conoscere i parcheggi liberi in anticipo, utilizzare un sistema di trasporti pubblici efficiente e automatizzato, ma anche avere una serie di dispositivi di sicurezza per i pagamenti e la vita quotidiana e un'energia sempre più verde.

Sono le tante qualità che una città intelligente dovrebbe sviluppare, a partire dalla sua mission principale: creare un ecosistema perfetto in cui cittadino e intelligenza artificiale si integrano perfettamente. Nella definizione di ecosistema digitale c'è la prima importante novità rispetto a quando, negli anni Novanta, si è iniziato a parlare di Smart City. 

Dalla smart city al concetto di smartness

Facciamo un passo indietro. Siamo in anni di grandi cambiamenti socio-politici (da pochi anni è caduto il Muro), negli stereo suona il grunge, al cinema Pulp Fiction e Forrest Gump sbancano il botteghino. Bill Gates con Windows diventa l'icona del decennio e la speranza nel futuro gravita attorno all'informatica.
Negli stessi anni i giganti dell'elettronica immaginano un futuro fatto di città ideali, di nuova costruzione e fortemente automatizzate, che diventano smart grazie all'impiego di una tecnologia avanzata.

Smart City: ecosistema perfetto in cui cittadino e intelligenza artificiale si integrino perfettamenteOggi il concetto di Smart City è molto cambiato: l'automazione non è più l'obiettivo primario, ma un servizio al cittadino e la Smartness si compone di diversi aspetti. Almeno sei secondo il portale SmartCitiesWorld: connettività, dati, energia, edilizia, trasporti e governi.
Utilizzandoli come criteri di giudizio, il portale ha analizzato, in collaborazione con Philips Lighting, la situazione delle grandi metropoli mondiali per individuare i migliori esempi di smartness. 

Le smart city più evolute

L'Europa si è confermata il continente più smart, con due grandi città sul podio: Barcellona e Londra.

La capitale catalana, che a novembre si prepara ad ospitare il più importante evento sul tema, lo Smart City Expo World Congress, può vantare un interessante mix tra creatività e connettività cittadina fatta di fibra distribuita capillarmente, IoT e open data. Un avanzamento tecnologico che le ha permesso di far lievitare il numero dei posti di lavoro accanto a uno sguardo puntato sull'ambiente, con un sistema di piste ciclabili in continua espansione.

Per questo è medaglia di bronzo in Smartness. 
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Londra ha reso i cittadini consapevoli dell'importanza di avere una città smart, grazie ad uno strumento di comunicazione e dialogo come il London Datastore.
In questo modo le proposte dei cittadini possono essere vagliate da un gruppo di esperti, lo Smart London Board, che ha il compito di trovare una strada per la realizzazione. Il connubio funziona, i progetti in campo sono tanti e la città cresce. Per questo Londra, secondo il rapporto, è la seconda città più smart al mondo. 

Per arrivare al vertice della classifica bisogna trasferirsi in Asia, a Singapore, che, grazie alla sua condizione di città stato, punta a diventare smart nation.
Per renderlo possibile è intervenuto il governo con un piano che nei prossimi anni coinvolgerà aziende e cittadini. All'interno ci sono identità digitale e soluzioni per l'e-payement, ma anche dispositivi IoT volti alla sicurezza dei cittadini e mobilità dolce combinata a trasporti a guida autonoma per migliorare il traffico. 

A fare di Singapore la Smart City numero uno al mondo però è la predisposizione al cambiamento che il governo ha voluto stimolare con l'apertura di nuove agenzie sul territorio incaricate di dialogare con i cittadini.

L'Italia? Per ora è poco smart

L'Italia, al momento, è molto distante da questi modelli anche se, in altre classifiche dedicate alle città più smart, può vantare piazzamenti interessanti.

Tra le migliori città "smart" italiane, Milano, TorIno e RomaÈ il caso del raking targato EasyPark che ha analizzato 500 città in tutto il mondo considerando fattori come energia pulita, smaltimento dei rifiuti, ecosistema digitale, numero di hotspot WiFi e servizi on line della pubblica amministrazione. Qui la prima delle italiane è Milano che compare al 60° posto, spinta soprattutto dal WiFi e dalla velocità di connessione, seguita da Torino e Roma

Un risultato confermato anche da altre indagini sul campo nazionale come l'ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, che colloca Milano al vertice della classifica, seguita da Bologna e Firenze. I margini di miglioramento per le città italiane sono ampi: dalla gestione dei rifiuti, la vera nota dolente, alla mobilità sostenibile fino alla consapevolezza e partecipazione dei cittadini, che, come insegna il caso di Londra e Singapore, sembra essere l'aspetto decisivo.