Dal discorso di Greta Thunberg alla Cop24 fino all’inedita alleanza tra studenti e scienziati. La lotta per il clima sostituisce quella economica e politica.

Nel maggio 1968 alla Sorbona uno studente, Daniel Cohn-Bendit, si mette a capo di un movimento che avrebbe acceso focolai in tutta Europa, importando nel Vecchio Continente una protesta che negli Usa si era sviluppata contro guerra e razzismo. Italia, Inghilterra, Germania Ovest seguono l’esempio francese, mentre nell'allora Cecoslovacchia si apre la straordinaria stagione della Primavera di Praga.

Nel settembre 2018 una quindicenne di Stoccolma, Greta Thunberg, inizia una protesta solitaria: ogni venerdì si assenta dal liceo che sta frequentando, per recarsi di fronte al Parlamento e chiedere un maggior impegno contro il cambiamento climatico. Greta è sola, ma sa utilizzare bene i social. Gli hashtag legati alla sua iniziativa #SchoolsStrike4Climate#FridaysForFuture e #ClimateStrike fanno il giro del mondo.

La protesta si allarga nelle scuole di mezzo mondo e spontaneamente lo sciopero per il clima arriva in Svizzera, Australia, Italia, Francia. I motivi dello sciopero lanciato da Grata sono chiari: niente scuola perché l'istruzione serve per dare un futuro ai giovani. E il futuro oggi è in bilico per colpa degli sconvolgimenti climatici.

Non sei mai troppo piccolo per fare la differenza

A Katowice, di fronte alla (deludente) Cop24, Greta tiene il discorso più condiviso nella storia delle conferenze sul clima. Mentre i grandi della Terra non trovano un accordo, una quindicenne danese lancia uno sciopero internazionale per il clima, ricevendo adesioni da ogni parte del mondo. Due modi di comunicare differenti ma anche due interpretazioni del futuro completamente opposte. Da un lato le ragioni della politica e della produzione industriale secondo vecchi schemi, dall'altra quelle dell'ambiente e della sostenibilità.

greta_thunberg.jpg

Attenzione, però, a pensare che si tratti solo dell'enfasi di un momento, di una serie di proteste disordinate nate sull'onda dell'emozione. Il 2018 verde può durare più del la protesta green è trasversale: coinvolge giovani, professori, scienziati Sessantotto, perché al contrario di quanto accadde mezzo secolo fa, qui non ci sono in ballo colori e bandiere, classi economiche, scontri tra istituzioni e studenti. Per la prima la protesta è completamente trasversale: i professori scendono in piazza accanto ai ragazzi, la parte scientifica dei Paesi appoggia quella più emozionale.

In Belgio la protesta degli attivisti pro clima, che ha visto sfilare 65mila persone, è stata accompagnata da una lettera firmata da tremila tra scienziati e climatologi. Nel documento spiegano che le azioni individuali non sono più sufficienti e gli Stati devono impegnarsi maggiormente, andando oltre gli accordi di Parigi. In Olanda è successa la stessa cosa: ricercatori e scienziati hanno appoggiato la protesta degli studenti attraverso un lettera al quotidiano Trouw, mentre lo stesso Ministro dell'Istruzione ha detto di condividere le ragioni della protesta.

movimento_green.jpg

Anche l'Unione Europea ne ha preso atto e per bocca dei suoi rappresentanti ha fatto sapere che non si tratta di una protesta estemporanea da condannare o, al più, ignorare ma di un monito da prendere in seria considerazione. L'Italia si sta muovendo e tra i personaggi più influenti a dare il proprio endorsement agli studenti c'è il meteorologo Luca Mercalli.

Il 15 febbraio in Inghilterra è previsto uno sciopero di tutte le scuole per chiedere al governo un maggiore impegno sul clima. Il mese dopo, il 15 marzo, l'appuntamento più importante: una sciopero studentesco globale per chiedere un cambio di marcia. A novanta giorni dalle elezioni europee, la lotta ai cambiamenti climatici potrebbe diventare uno degli argomenti più importanti da giocarsi nella campagna elettorale.

Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente” ha detto nel suo celebre discorso Greta Thunberg. L'hashtag #ClimateStrike sarà la “fantasia al potere” della nostra epoca.