Dal 1° settembre, in vigore il divieto di vendita per le lampade alogene

Il 1° settembre 2018 si è concluso l'iter previsto dall'Unione Europea per vietare l'immissione sul mercato delle lampade alogene, considerate troppo energivore, e contemporaneamente portare nelle case di tutta Europa le lampade a LED. L'obiettivo è quello di raggiungere un ingente risparmio energetico che si concilia anche con un risparmio economico a medio termine per i consumatori.

Le lampade a LED sono capaci di consumare anche cinque volte meno rispetto a quelle alogeneLa piccola ma significativa rivoluzione luminosa si deve al regolamento 244 del 2009 che nella prima formulazione prevedeva già lo stop definitivo alle alogene nel 2016, poi slittato di due anni su richiesta di alcuni Paesi, tra cui Italia, Germania e Francia.
La dilazione temporale era stata richiesta per permettere ai produttori di adeguarsi e, nel contempo, far scendere ulteriormente il prezzo dei LED. Una scelta azzeccata: dal 2010 ad oggi, infatti, il prezzo dei LED, considerato l'aumento della diffusione e il conseguente calo dei costi produttivi, è diminuito mediamente del 75%.

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LED: un risparmio grande come il Portogallo

La parte più interessante del regolamento Europeo, supportato da un ampio studio, riguarda però il risparmio energetico.
All'interno del provvedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, infatti, sono citate in modo esplicito le previsioni di efficienza energetica che hanno portato alla decisione.

Nel 2007 (anno oggetto dello studio) il consumo annuo di elettricità connesso all'utilizzo dei dispositivi per illuminazione è stato stimato in 112 Twh (equivalenti a 45 milioni di tonnellate di emissioni di CO2) che sarebbero saliti a 135 TWh nel 2020. 

Con il divieto di vendita delle lampade alogene e la contemporanea sostituzione con i LED, il risparmio energetico diventa ingente: secondo i calcoli della DG Energy della Commissione Europea entro il 2025 saranno risparmiati complessivamente circa 45 TWh di energia elettrica (pari al consumo annuo di una nazione come il Portogallo) equivalenti a 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

Come cambia la vita quotidiana dei consumatori

Dal 1° settembre non si trovano più sugli scaffali (salvo rimanenze che possono essere vendute fino a esaurimento scorte) lampade alogene non direzionali di classe energetica D che rappresentano gran parte di quelle presenti sul mercato. Le uniche eccezioni previste riguardano le lampade alogene direzionali e con attacco G9 e R7s, la cui sostituzione comporterebbe un aggravio di spesa per i consumatori, costretti a cambiare l'intero dispositivo che ospita la lampada, e per dare il tempo ai produttori di trovare soluzioni progettuali adeguate.

La maggior differenza, però, riguarderà la bolletta, che sarà alleggerita proprio grazie all'impiego dei LED capaci di consumare anche cinque volte meno rispetto all'alogeno a parità di luminosità. Secondo la stessa DG Energy della Commissione infatti l'utilizzo di una lampada a LED in sostituzione di una equivalente alogena farà risparmiare in totale circa 115 euro, considerando la lunga durata di una lampada di questo tipo (stimato in vent'anni) e sarà sufficiente un solo anno di utilizzo per recuperare il maggior costo del LED rispetto al corrispettivo alogeno. Un costo che andrà ad abbassarsi ulteriormente nei prossimi anni, grazie a un prevedibile miglioramento della tecnologia produttiva e soprattutto a una produzione costantemente in crescita.