Grazie al revamping impianti fotovoltaici datati possono tornare alle prestazioni di partenza (o anche migliori)

Il mondo del "re" ha tre grandi correnti: restyling, retrofitting e revamping. Il primo è simile al "trucco e parrucco": piccoli interventi estetici per migliorare l'aspetto ma non la sostanza. Insomma, un po' come lavare e incerare l'auto. Poi c'è il retrofitting che invece è un intervento profondo che permette di dare al vecchio strumento funzionalità nuove. Il passaggio di un'auto da alimentazione a benzina ad elettrica. Oppure, per quanto riguarda l'edilizia, la trasformazione di un edificio da energivoro a produttore di energia.

Il terzo "re" invece è il revamping, un termine preso in prestito dall'industria ferroviaria, che descrive il processo di sostituzione delle parti meccaniche usurate o semplicemente vetuste con nuove e più efficienti. Con un obiettivo: riportare il mezzo alle prestazioni di partenza o addirittura migliorate. Il ravamping, quindi, è un processo di ristrutturazione e modernizzazione che può anche essere esteso all'impianto fotovoltaico, in molte sue componenti.

Come funziona il revamping fotovoltaico  

Il revamping fotovoltaico comincia dal tetto e dai pannelli. Nonostante una manutenzione costante infatti, condizioni meteorologiche particolari, inquinamento, salsedine possono incidere negativamente sulle prestazioni del nostro impianto. Ecco che la sostituzione dei vecchi pannelli, con pannelli nuovi e più performanti potrebbe far crescere la produzione.
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Ancor più importante il revamping dell’inverter: quest'ultimo, infatti, fondamentale per una corretta produzione, ha una vita media decisamente inferiore a quella dei pannelli perché sottoposto a un maggiore deterioramento delle componenti. Sarà perciò necessario cambiare alcune parti oppure sostituirlo completamente. C'è poi tutta una parte di impiantistica da considerare, a partire dai cavi fino all’accumulatore, che possono essere oggetto d’intervento.

I costi

Sostituire alcune parti di un impianto comporta costi sicuramente ingenti anche se inferiori a una installazione nuova. La principale domanda, però, non è capire se conviene o meno il revamping ma piuttosto quando questo è conveniente o addirittura necessario. Prima di valutare un revamping, bisogna conoscere a fondo lo stato di salute dell’impianto: questo è possibile attraverso l’installazione di uno smart meter efficiente, come Dino di Evolvere, che permette di avere un quadro del proprio andamento produttivo.

Inoltre, sfruttando app come quella offerta da My Solar Family, c’è una possibilità in più, ovvero confrontare il proprio rendimento con quello di altri utenti in condizioni similari e quindi verificare se si sta producendo a sufficienza. Una volta effettuata questa prima valutazione è quindi opportuno rivolgersi a un’azienda specializzata nel fotovoltaico per avere una valutazione reale del proprio impianto, dei costi di un revamping e di un eventuale possibile incremento della produzione.
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Infine - ed è la valutazione più importante - stimare se sia conveniente cambiare elementi importanti del vecchio impianto piuttosto che procedere con una installazione ex novo. Solo un’attenta valutazione potrà guidarci nella scelta più corretta. Sicuramente chi possiede impianti che hanno già due decenni di vita sta vivendo un’epoca del fotovoltaico molto distante da quella attuale, sia in termini di tecnologia sia di concezione della produzione e del suo utilizzo. L’utilizzo intelligente dell’energia prodotta sta diventando più attraente degli incentivi: valutare cosa vogliamo fare del surplus di energia prodotto è il primo passo da compiere prima di mettere mano al vecchio impianto.

La normativa

Variare la potenza di un impianto, soprattutto se incentivato, oggi è possibile grazie alla guida del GSE datata 21 febbraio 2017, che interpreta quanto espresso dal D.M. 23/06/2016. Questa spiega come variare potenza e sostituire l’inverter mantenendo le condizioni previste dai sistemi di incentivazione come il Conto energia. Di solito, però, chi si occupa di revamping, è disponibile a espletare le pratiche opportune lasciando al proprietario di casa solo l’incombenza di godersi l’impianto nuovo (o quasi).
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