Abbiamo intervistato Francesco Marinoni, direttore Energy Management e Sviluppo di Evolvere, per fare il punto su detrazioni, scambio sul posto e autoconsumo

Francesco Marinoni, direttore Energy Management e Sviluppo di Evolvere, fa il punto su detrazioni, scambio sul posto, autoconsumo e sistemi di accumulo. Scopriamo quanto conviene il fotovoltaico e come risparmiare davvero nell'immediato e in prospettiva.

Quali sono i sistemi di incentivazione per installare un impianto fotovoltaico?

Oggi il fotovoltaico ha come incentivazione la detrazione fiscale: l’acquisto dell’impianto (moduli e inverter) e l’intervento di installazione rientrano nel sistema previsto per le ristrutturazioni edilizie. Perciò è possibile detrarre fino al 50% dell'importo
(fino a un limite massimo di spesa di 96mila euro) per le spese effettuate fino al 31 dicembre 2018. Per fugare ogni dubbio, nella guida predisposta dall’Agenzia delle Entrate l’impianto fotovoltaico è espressamente incluso. Questo per quanto riguarda i privati.

installare-impianto-fotovoltaico.jpgPer le aziende c’è, invece, il super-ammortamento, ovvero una supervalutazione, secondo un’aliquota del 130% rispetto agli investimenti.
Si applica agli investimenti effettuati nel corso del 2018, con la possibilità di completare l’investimento entro il 30 giugno 2019, se entro il 31 dicembre 2018 l’ordine risulta accettato dal venditore ed è avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Quali sono i sistemi di incentivazione destinati alla produzione?

Per quanto riguarda la produzione tutto è cambiato dopo il 2013. In passato infatti esisteva il Conto Energia, un sistema di incentivi collegati alla produzione dell’impianto fotovoltaico, erogati dal GSE (sistema attivabile fino al 2013), che prevedeva, appunto, un determinato importo in euro, per ciascun kilowattora prodotto dall’impianto stesso. Questo sistema di incentivi non ha più avuto seguito dal momento in cui il costo dell’incentivazione ha raggiunto la soglia dei 7 miliardi di euro l’anno

Continua, invece, a sussistere il contributo riconosciuto dal GSE per lo Scambio sul posto. Si tratta di un contributo corrisposto sull’energia che l’impianto fotovoltaico immette nella rete elettrica. Una parte della produzione viene consumata dalle utenze collegate, la parte residua viene immessa in rete e remunerata al titolare dell’impianto dal GSE, tramite la formula dello Scambio sul posto. Questo meccanismo calcola il valore dell’energia immessa in rete, sulla base di una formula precisamente identificata dalle regole tecniche del GSE.

Dal punto di vista economico, a oggi, corrisponde, indicativamente, a circa 90 euro per ciascun megawattora immesso. Con un impianto di 3 kW posso quindi immaginare un'erogazione economica, grazie allo Scambio sul posto, di circa 200 euro all’anno.  

È più vantaggioso consumare l'energia prodotta con il proprio impianto o immetterla in rete?

Il consumo di energia autoprodotta e consumata in loco (autoconsumo) dà il massimo guadagno possibile: infatti, anche applicando la formula dello Scambio sul posto, i kilowattora immessi in rete non valgono quanto quelli prelevati dalla rete. Per un cliente residenziale l'autoconsumo, indicativamente, si attesta a circa un terzo dei consumi totali (è la percentuale di consumo che viene di solito espressa nelle ore diurne) con una ricaduta importante dal punto di vista economico.

L'energia, oltre che consumare direttamente, si può anche accumulare?

Si, tramite l'ausilio di un accumulatore o energy storage, è possibile raddoppiare la quota di energia autoconsumata, ottenendo un evidente e immediato vantaggio economico. La gestione dell'energia inoltre diventa ancora più semplice grazie al sistema di domotica messo a punto da Evolvere, Eugenio.

Grazie a questo innovativo gateway di smart home è possibile gestire in maniera evoluta l'abitazione sotto diversi aspetti: risparmio energetico, sicurezza, comfort e smart living. 
Oggi, L'energia autoconsumata è quella che rende di più da un punto di vista economicoil contributo dello Scambio sul posto ci permette di fare una sorta di accumulo virtuale: l'energia prodotta e non consumata, non viene dispersa, ma reimmessa in rete, con un corrispondente introito economico.
Per un sistema di produzione distribuito, basato sulle microgrid, l'accumulo diventa però la soluzione più efficiente e vantaggiosa.
E per quanto riguarda i costi, l'investimento deve essere considerato nella sua totalità, rapportando i costi del sistema di storage con i benefici dell'energia autoconsumata.

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Ci sono poi altri fattori da considerare. L'auto elettrica e lo sviluppo della domotica richiederanno un fabbisogno energetico maggiore e l'autoproduzione con accumulo le renderà molto convenienti.
Oggi l’acquisto di batterie gode, come il resto dell’impianto, delle detrazioni fiscali: se oltre a questo fosse introdotto – a livello regolatorio – un sistema di incentivi che premiasse ulteriormente l'acquisto delle batterie, l’accumulo sarebbe senza dubbio la scelta vincente.

Invece, a fronte dell’attuale sistema di incentivi, il consiglio è questo: se pensate a un investimento con un ritorno di medio periodo, il fotovoltaico con la formula dello Scambio sul posto conviene e può essere un'ottima soluzione. Se invece ragionate nell'ottica di un investimento a lungo termine e soprattutto con la filosofia di un utilizzo diverso dell'energia, allora l'accumulo diventa una soluzione da valutare molto attentamente, ricordando che, in ogni caso, un sistema di batterie può essere aggiunto, anche in un secondo tempo, a un impianto fotovoltaico già esistente.