Il Doomsday Clock spiega quanto siamo vicini alla catastrofe ambientale

“A che ora è la fine del mondo?” cantava Ligabue nel 1994, e prima di lui i Rem, perché forse non tutti sanno che la versione italiana è una cover di It's the End of the World as We Know It, brano inciso da Michael Stipe e soci nel 1987. Ma ogni anno c'è qualcuno che, seriamente, cerca di rispondere a questa angosciante domanda. E la risposta, per il 2018, non è affatto positiva: mancano solo due minuti alla mezzanotte del pianeta.

È quanto emerge dal Doomsday Clock: un orologio simbolico che dal 1947 misura i rischi di una catastrofe ambientale. A sincronizzarlo sono figure illustre della scienza e premi Nobel che compongono il board del Bulletin of the Atomic Scientist. Incrociando minacce climatiche e nucleari e instabilità politiche, il board è arrivato a decretare per il 2018 un orario allarmante, raggiunto prima d'ora soltanto nel 2017 e nel 1953 (in piena Guerra Fredda).

Cambiamenti climatici e guerra nucleare: le principali minacce per l'umanità  

Due sono le minacce esistenziali simultanee che l'umanità sta affrontando: le armi nucleari e il cambiamento climatico” spiegano i promotori, dettagliando poi l'affermazione. “Sul fronte nucleare, gli Stati Uniti hanno abbandonato l'accordo iraniano e hanno annunciato che si ritireranno dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, passo grave verso lo smantellamento completo del processo globale di controllo degli armamenti. Nel frattempo, le nazioni nucleari hanno proceduto con programmi di "modernizzazione nucleare" che sono quasi indistinguibili da una corsa mondiale agli armamenti”.
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Dati negativi anche sul fronte del cambiamento climatico. Le emissioni globali di anidride carbonica, che all'inizio del decennio sembravano stazionarie, infatti, hanno ripreso a salire nel 2017 e 2018. Mentre gli accordi di Parigi sono sempre più in discussione.

A queste due minacce se ne aggiunge un'altra, secondo i promotori del Doomsday Clock.
La sitazione è stata esacerbata nel 2018 dall’aumento del ricorso alla guerra dell’informazione per indebolire le democrazie mondiali. Ma c'è un rovescio della medaglia all'abuso dei social media. I cittadini di tutto il mondo possono utilizzare il potere di internet per migliorare le prospettive a lungo termine, insistendo sui fatti e scartando le assurdità, e chiedendo ai leader azioni per ridurre la minaccia della guerra nucleare e gli effetti dei cambiamenti climatici”.

Come funziona il Doomsday Clock

Dal 1947 l'Orologio dell'apocalisse (questa è la traduzione di Doomsday Clock) cerca di quantificare il pericolo di implosione del pianeta misurandolo metaforicamente con le lancette di un orologio. Se all'inizio la mezzanotte rappresentava solamente il rischio di guerra atomica, dal 2007 il Doomsday Clock è influenzato anche dai rischi connessi ai cambiamenti climatici.

Al momento della sua creazione l'orologio fu impostato a sette minuti dalla mezzanotte. Da allora le lancette sono state spostate 21 volte. Se oggi si registra la massima vicinanza all'implosione, il periodo più tranquillo è stato raggiunto tra il 1991 e il 1995, quando le lancette segnavano le 23.43. Diciassette minuti: sempre troppo pochi per la salute del nostro pianeta.