A Katowice tante trattative ma risultati non all’altezza delle aspettative

Si è chiusa dopo una lunga serie di trattative, liti e ritrattazioni, la conferenza Cop24 di Katowice. Non ci sono né vinti né vincitori. O meglio, dati i controversi risultati ottenuti pare che ad essere sconfitta, per ora, sia la salute del nostro Pianeta. Vediamo cosa ci è piaciuto e cosa invece avremmo volentieri evitato. Unica certezza: il prossimo appuntamento in Cile, nel 2019, dovrà essere risolutivo, altrimenti rischiamo grosso.

Il meglio

  • La rottura non c’è stata, nonostante sia stata più volte sfiorata. E un accordo, per quanto debole, è pur sempre meglio di niente. Il cosiddetto Libro delle regole è realtà, tecnico quanto basta per essere comprensibile da tutti (e soprattutto difficile da piegare ad interpretazioni di comodo).

  • I 194 Paesi partecipanti hanno puntato su trasparenza e contabilità univoca delle emissioni. Questo significa che sarà più facile controllare se ognuno sta facendo la propria parte: i Governi dovranno fornire in modo univoco le comunicazioni sui rispettivi piani nazionali, i progressi saranno valutati in modo più chiaro e eventuali correzioni saranno stabilite con maggiore facilità.

  • Sono state definite con maggiore chiarezza le linee guida per l’aiuto ai Paesi più poveri, definito una stanziamento che potrà essere ulteriormente aumentato nei prossimi anni.

  • L’Onu ci crede, al punto che lo stesso segretario generale António Guterres si è speso molto per la difesa degli accordi sul clima. E ha trovato un alleato (fino a poco tempo fa insperato) nella Cina.

  • Gli Stati Uniti abbandonano gli accordi di Parigi ma solo dal 2020. Insomma, un po' come per la Brexit, c'è ancora tempo rientrare (Trump permettendo).

  • Greta Thunberg. È il nome della ragazza di 15 anni che ha richiamato - in modo semplice e diretto - alla loro responsabilità storica i governanti di tutto il mondo. Il cambiamento sta arrivando - ha detto Greta - che piaccia oppure no e chi è al potere è chiamato a dare una risposta. Brava Greta, siamo pronti a sottoscrivere il tuo appello.

Il peggio

  • Il rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite che ha alzato l’asticella dell’allarme. Secondo questo nuovo studio il contenimento del rialzo della temperatura di 1,5 gradi è pressoché impossibile, a meno he non vengano fatti sforzi giganteschi come tagliare le emissioni del 45% nei prossimi due anni fino ad arrivare a zero entro fine secolo. Fantascienza o quasi.

  • UsaArabia Saudita, Kuwait e Russia hanno trovato una linea comune (e per una volta non è un fatto positivo): opporsi alle conclusioni dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). Quindi, data l’opposizione di questi Paesi, non è stato possibile adottare il documento (e accogliere le richieste di un maggiore impegno), ma solo arrivare a una perifrasi di compromesso che non serve a nessuno. Nonostante Katowice non è chiaro come (e se) i Governi aumenteranno i loro obiettivi di taglio delle emissioni.

  • È stata rinviata alla prossima conferenza, la Cop25 in Cile (ma è possibile un ulteriore slittamento alla Cop26), la definizione dei meccanismi che permettono di scambiarsi le quote di emissioni di carbonio fondamentali per lo sviluppo sostenibile.

  • Lo stanziamento per i Paesi poveri a detta delle associazioni non governative non sarebbe assolutamente sufficiente e per di più nel documento conclusivo non si parla di diritti umani fondamentali.

riscaldamento_globale.jpg Il prossimo confronto internazionale sul clima è fissato per il 23 settembre 2019 a New York. In questo caso saranno i rappresentanti dei governi a dibattere sull’adozione (e sulla dotazione finanziaria effettiva) del Libro delle regole di Katowice. Poi sarà la volta della Cop25 in Cile, nel 2019, e della Cop 26 nel 2020, anno in cui si dovranno tirare le somme. L’Italia si è candidata ad ospitare quest’ultimo appuntamento che rischia di essere drammaticamente cruciale.