L'impresa di Elon Musk apre nuovi orizzonti nel mondo delle esplorazioni spaziali, ma pone diversi dubbi sul fronte del consumo energetico

Martedì 6 febbraio 2018 potrebbe essere la data più importante del secolo, almeno per quanto riguarda le esplorazioni spaziali. Dal punto di vista mediatico l'effetto c'è già. Dopo decenni in cui l'interesse per lo spazio sembrava essere scemato, l'impresa voluta dal fondatore di Tesla (e di SpaceX) ha già ottenuto l'effetto sperato: milioni di visualizzazioni su Youtube (circa 2,4 milioni per la diretta streaming) e il passaggio dell'impresa in tutte le televisioni del mondo.

Non solo: l'icona di Starman (la tuta spaziale chiamata a fare le veci di un astronauta) a bordo della Tesla Roadster, l'auto sportiva elettrica più celebre al mondo, è già stata identificata da molti come l'immagine dell'anno, destinata a scolpirsi nell'immaginario collettivo di una generazione. Per quanto riguarda il resto, cioè l'effettiva portata dell'impresa di Musk, bisogna considerare il lancio del Falcon Heavy nel progetto più generale di SpaceX.

starman.jpgLa Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) viene fondata nel 2002 con lo scopo dichiarato di contribuire alla colonizzazione dello spazio da parte dell'uomo. Il vero successo di SpaceX però è stato soprattutto quello di produrre veicoli spaziali per il trasporto orbitale di persone e merci (Dragon) e lanciatori spaziali a razzo parzialmente riutilizzabili (Falcon). Falcon Heavy rappresenta l'evoluzione del Falcon9.

Il futuro... alimentato ancora a cherosene

È il più potente razzo mai creato da uomo? No, è quello più potente disponibile al momento.
L'impresa Falcon Heavy è stata realizzata utilizzando cherosene e ossigeno liquidoBisogna fare un salto indietro di mezzo secolo per trovare Saturn V, il razzo che portò Apollo 11 sulla Luna: questo capolavoro dell'ingegneria aeronautica era più alto e più potente del razzo di Musk.
La differenza più vistosa riguarda il sistema propulsivo: due differenti tipologie di motori per il Saturn e una sola per il Falcon. Una soluzione tecnica, quest'ultima, che ne aumenta l'affidabilità.

Le ombre sull'impresa di Musk nascono però sul fronte dell'energia utilizzata nella mirabolante impresa.
Il combustibile - e questo è il principale paradosso del Falcon Heavy - è lo stesso di mezzo secolo fa: cherosene RP-1 e ossigeno liquido.
Per dare un'idea dei consumi, nella fase di ascensione il Falcon 9, più piccolo di Falcon Heavy, ha bisogno di 306 tonnellate metriche di carburante e oltre 40 in quella di rientro. Si tratta della stessa energia dell'inizio delle esplorazioni spaziali (i primi studi in proposito risalgono agli anni Cinquanta), non rinnovabile e impattante sull'ambiente.

Il fondatore di Tesla è l'uomo che ha permesso al mondo di accelerare in modo inaudito sull'utilizzo dell'auto elettrica. Non solo, è lo stesso che pochi mesi fa ha anche lanciato il Solar Roof, un tetto fotovoltaico che nelle intenzioni di Tesla dovrebbe trasformare la casa in una centrale elettrica. Eppure è come se oggi, invece della Roadster, avesse lanciato su Marte (e forse anche oltre) una locomotiva a vapore.

Viaggi spaziali a prezzi sostenibili

Questo ridimensiona l'impresa, però solo in parte. La grande innovazione, infatti, va cercata in un momento ben preciso del lancio ovvero al distacco del secondo stadio quando i due razzi laterali che compongono il Falcon Heavy, con una sorta d'inversione di marcia, sono ritornati sulla Terra.

viaggi-spaziali-prezzi-sostenibili.jpgProprio la possibilità di un riutilizzo dei razzi (quelli di questo lancio erano già stati utilizzati per il Falcon9) rappresenta la grande innovazione tecnologica del Falcon Heavy che dal punto di vista economico permette di tagliare enormemente le spese.

Falcon Heavy non ci porterà fisicamente su Marte, almeno per oraQuello che infatti più ha colpito dell'impresa di Musk (soprattutto ha colpito i possibili investitori) è stato l'intero finanziamento basato su capitali privati e non sull'immane sforzo economico di una nazione attraverso la sua agenzia spaziale. La scommessa del fondatore di Tesla è proprio quella di fare impresa sulle esplorazioni spaziali e se finora a essere trasportati dai suoi Falcon erano satelliti di dimensioni ridotte, oggi si può pensare a carichi decisamente più importanti (65 tonnellate intorno alla Terra e 14 nello spazio più profondo) a prezzi inferiori a quello dei concorrenti e a costi enormemente inferiori rispetto alle missioni della Nasa (circa il 90% in meno).

Il razzo, a detta della stessa SpaceX, non è stato progettato per condurre astronauti nella Stazione Spaziale - per quello è sufficiente il Falcon9 - ma servirà come spola per costruire stazioni orbitanti e in futuro basi spaziali. Insomma, non un autobus ma un Tir del futuro, che speriamo riesca presto a muoversi con l'energia del sole.