Una ricerca del Politecnico di Milano fotografa per l'internet delle cose una crescita a doppia cifra, spinta da elettrodomestici e risparmio energetico

L'internet degli oggetti è già il futuro prossimo per circa il 40% degli italiani. A dirlo una ricerca dell'Osservatorio Internet Of Things della School of Management del Politecnico di Milano che ha analizzato il nostro rapporto con la Smart Home, la casa sempre più intelligente e connessa.

Il risultato? Tanto entusiasmo e ancora qualche scetticismo da combattere.

Smart home: cosa significa e cosa sappiamo?

La prima domanda che si sono posti i ricercatori è semplice: in quanti sanno cosa significa Smart Home?
L'energia è il campo che ad oggi offre le soluzioni di domotica più interessantiIl primo dato da analizzare è quello di chi possiede almeno un oggetto connesso: uno su tre, secondo questa ricerca. I dati di vendita sembrano confermare il trend, trainati soprattutto dai grandi elettrodomestici. Eppure la definizione di Smart Home è ancora liquida, difficile da incanalare. Ad oggi è impossibile stabilire i confini delle possibili applicazioni. I 250 milioni di euro di fatturato del settore totalizzati nel 2017, infatti, si sono divisi in tre direzioni: sicurezza, riscaldamento e gestione degli elettrodomestici.

L'energia in casa diventa smart

Secondo i dati dell'Osservatorio, buona parte degli acquisti in materia di Iot (internet of things) è stata indirizzata a dispositivi che permettono di ottimizzare i consumi, a partire da caldaie e termostati connessi.
Prendendo a campione tre tipologie di nuclei familiari (single, giovani coppie, famiglie con bambini) residenti nel Nord Italia, le soluzioni presenti già oggi sul mercato permetterebbero un risparmio medio compreso tra il 16% per le giovani coppie e il 28% per le famiglie con bambini.

I benefici per l'ambiente sono altrettanto importanti: nella sola area metropolitana di Milano l'adozione di soluzioni smart per il riscaldamento permetterebbe di alleggerire il carico di CO2 nell'aria di oltre 54.000 tonnellate. E siamo solo agli inizi.

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Il futuro che ci attende

I grandi player del mercato negli Usa si stanno sfidando nello sviluppo degli Smart Home speaker, ovvero hub intelligenti che permettono la gestione contemporanea di diversi dispositivi smart presenti in casa. L'evoluzione naturale di questo impianto centralizzato è la creazione di un ecosistema intelligente capace di analizzare i nostri bisogni e proporre soluzioni senza neppure bisogno di interpellarci.

Una casa che sa tutto di noi, però, non rischia di diventare uno strumento di controllo delle nostre vite?

La paura di una sudditanza tecnologica

Oltre  la metà degli intervistati è preoccupata per la cybersecurityIl futuro non è solo luci, anzi. Secondo l'Osservatorio la diffusione dei dispositivi per le Smart Home è ostacolata da più fattori eterogenei. C'è un indubbio problema tecnico: è difficile collegare tra loro i diversi dispositivi che, se non provengono da un unico sviluppatore, faticano a dialogare.

Il nostro Paese è ancora oggi afflitto dal digital divide: la mancanza di una connessione sufficientemente capace e capillare resta un freno alla diffusione di dispositivi che necessitano della rete per funzionare appieno.
C'è una diffidenza del pubblico a dematerializzare abitudini e aspetti privati delle proprie vite, affidandoli a un cloud. Soprattutto una quantità di dati così complessa nelle mani sbagliate potrebbe diventare un'arma potentissima. Basta un dato per dare le dimensioni di questo timore: oltre la metà degli intervistati è preoccupata per la cybersecurity.

Dall'energia alla salute: perchè la smart home può migliorarci la vita

Nella visione di Evolvere una smart home inizia dalla gestione dell'energia. Al cuore della soluzione c'è un gateway collegato ai diversi dispositivi.

Il sistema a cui sta lavorando Evolvere permette di far dialogare i diversi dispositivi attraverso il wi-fi seguendo il protocollo aperto z-wave. Così è possibile connettere dispositivi differenti di diversi fornitori, seguendo un mercato in cui sono tanti gli attori presenti.

La Smart Home Evolvere immagazzina i dati nel cloud, può essere controllata da un software e connette una serie di dispositivi intelligenti: i sensori che accendono e spengono i termosifoni, le valvole e il termostato; i dispositivi per la sicurezza della persona, dal braccialetto che rileva i parametri vitali alle cam che monitorano gli ambienti; i dispositivi che regolano l'illuminazione, segnalano eventuali anomalie nei consumi e permettono di mettere un tetto ai consumi totali.

Lo skill più importante è però la personalizzazione del sistema, che consente di risolvere i piccoli grandi problemi quotidiani. Un esempio? L'accensione contemporanea di forno e phon, in una casa dotata dei normali dispositivi, rischia di innescare un sovraccarico e far saltare la corrente. La Smart Home ideata da Evolvere permette di abbassare il consumo del forno e dare il tempo di asciugare i capelli. Con un vantaggio doppio: comfort nel non interrompere le nostre normali abitudini e, al contempo, risparmiare evitando il picco di consumo.

Una prospettiva che oggi consente al prosumer, ossia colui che consuma energia elettrica prodotta autonomamente (attraverso un impianto fotovoltaico, magari abbinato ad uno storage), un risparmio immediato, con l'immissione dell'energia accumulata in rete, che permetterà di creare e controllare una vera e propria Smart grid.

Un successo che, per dirsi tale, sarà accompagnato strutturalmente da un alto livello di sicurezza.