Ecco come questa tecnologia entrerà nelle nostre case rivoluzionando il nostro rapporto con l'energia

La blockchain è la tecnologia che rivoluzionerà il nostro modo di vivere, al di là della sua manifestazione finanziaria più celebre: i bitcoin.

Ogni giorno si scoprono sue nuove applicazioni, però il meglio potrebbe già essere sotto i nostri occhi e riguardare da vicino le nostre case e il nostro modo di vivere l'energia.
La blockchain potrebbe cambiare i rapporti in atto all'interno della rete energeticaCerto, se pensiamo al bitcoin il rapporto con l'energia non è dei migliori, anzi. La criptovaluta è da tempo sul banco degli imputati per l'eccessivo consumo energetico: è stato calcolato, infatti, che per effettuare una singola transazione di bitcoin è necessaria una quantità di energia elettrica capace di alimentare una casa per un mese, mentre l'estrazione dei bitcoin, ad oggi, pesa in termini energetici più di una nazione delle dimensioni dell'Irlanda.

Insomma, si tratta di un consumo enorme, sostenibile solo perché al momento il numero di transazioni è abbastanza limitato.

Se il bilancio bitcoin-energia è in perdita, la situazione si ribalta quando pensiamo all'applicazione della blockchain e alla gestione dell'energia. Questa tecnologia infatti è alla base di una rivoluzione capace di cambiare i rapporti in atto nella rete energetica. Una rivoluzione attuabile fin da subito.

Per spiegarla, dobbiamo fare un passo indietro, tornare alla definizione base di blockchain come sistema distribuito per certificare le transazioni. Ora applichiamo questo concetto al settore energetico.

Come la blockchain rivoluzionerà il settore energetico

Nell'immaginario comune il modello di distribuzione dell'energia è quello di una stella, con al centro l'utility (l'azienda) che distribuisce energia alle singole utenze (le punte della stella). È un sistema che prevede un solo attore attivo e una serie di utenze passive.

Con la rivoluzione in atto, ogni singolo utente assumerà un ruolo attivo diventando prosumer, capace di produrre energia egli stesso (ad esempio grazie al fotovoltaico) per consumo personale o da immettere nella rete. Da punta terminale di un sistema, diventerà dunque nodo di una rete. In questo, la blockchain ha ruolo cruciale perché permette di certificare quando un nodo, dotato di apposita tecnologia (installata su un contatore), acquisisce energia o la immette.

Possiamo quindi pensare a una rete sempre più grande (potenzialmente infinita) di piccoli produttori che si scambiano energia tra loro? Non ancora.

La rete attualmente non è ancora in grado di autoregolarsi: non tutti sono prosumer e la legislazione non si è ancora adeguata.

Il prosumer entrerà a far parte di un sistema certificato tramite il modello blockchainEcco allora l'intervento di un aggregatore, ossia l'azienda che non solo distribuirà energia agli utenti (come fa una qualsiasi utility) ma avrà anche la capacità di contabilizzare in modo puntuale lo scambio dei flussi energetici. In pratica, l'aggregatore darà o riceverà energia dai nodi, eviterà squilibri e black out e potrà immettere su un mercato più ampio l'energia prodotta in eccesso dalla sua rete, vendendola al miglior prezzo.

L'insieme dei prosumer si comporterà dunque come una centrale elettrica diffusa su più nodi. Avete presente il vecchio detto: “goccia a goccia si fa il mare”? Il concetto, traslato sull'energia, sarà lo stesso. 

L'innovazione di Evolvere

Come avverrà concretamente nella rete domestica questo controllo dei flussi? Con Evolvere, il flusso di energia sarà controllato e regolato da un energymeter (contatore intelligente di energia) connesso alla rete domestica che comunicherà i dati al gateway e quest'ultimo a sua volta li trasmetterà al cloud dell'aggregatore (Evolvere stessa).
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Il campionamento dell'energia sarà attuato in real time e sarà l'aggregatore stesso a suggerire le soluzioni più efficaci per ottimizzare il consumo energetico. Evolvere, gestendo e ottimizzando la produzione della rete di singoli prosumers sarà anche un soggetto attivo in un mercato energetico più grande, potenzialmente mondiale, in cui scambiare l'energia.

Tutte le transazioni saranno tracciate e certificate tramite blockchain. Una vera rivoluzione del consumo energetico.

Il prossimo passo: le smart grid

A questo primo livello, attuabile nel breve termine su scala nazionale, si affianca un secondo e più ambizioso livello (quello delle smart grid) che si basa sullo scambio di energia in peer to peer.
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La rivoluzione è completa: dalla rete con aggregatore centrale si arriva alla rete vera e propria dove ogni nodo produce o acquista energia direttamente dal nodo vicino senza necessità di una struttura terza a mediare.

Nel mondo si contano alcuni pilot di successo. L'americana LO3 ad esempio ha creato una microgrid a Brooklyn che permette transazioni peer to peer tra vicini, che si scambiano tra loro l'energia non consumata e conservata attraverso accumulatori. I partecipanti a questa microgrid non hanno bisogno di un aggregatore che regola le transazioni. Il sistema è regolato dalla tecnologia della blockchain. È l'algoritmo che fisicamente mette in moto il frigorifero.